Una birra per entrare nella storia

 di Gianluca Sarti Twitter:   articolo letto 403 volte
Una birra per entrare nella storia

Cos'hanno in comune una birra, un fischietto ed un gelido, più del solito, vento di dicembre? Il protagonista della nostra storia, ovviamente, che risponde al nome di Massimo Maccarone. Ma andiamo per gradi: 

Era la sera del 19 dicembre 2015, e allo stadio Renato Dall'Ara di Bologna stavano per scendere in campo due delle squadre, in quel momento, più in forma del campionato. Quasi come in un ring, in un angolo si trovava il Bologna, reduce da due vittorie consecutive e arsa da un fuoco che aveva ricominciato a bruciare grazie all'insediamento di Roberto Donadoni, arrivato sotto le Due Torri poco più di un mese prima per sostituire l'uscente Delio Rossi - e se si parla di ring, beh, forse non è un caso trovare anche il suo nome, seppur per un brevissimo istante, in questa storia. 
Dall'altra parte svettava l'Empoli, alla ricerca della quarta vittoria consecutiva - la quale avrebbe comportato la conquista di un record, arrivato poi proprio in quella fredda sera di dicembre - e guidata da un centravanti che proprio non ne voleva sapere di guardarsi allo specchio perché, nonostante gli inverni sulle spalle fossero trentasei, Massimo Maccarone si trovava in uno stadio di grazia tale da permettergli di segnare una doppietta nell'ultima partita di campionato, proprio contro un'altra emiliana, come il Bologna, e neopromossa, come il Bologna, quasi a dimostrare che il caso, alla fine delle storie, non esiste. 

Considerate queste premesse, l'incontro sembrava promettere uno spettacolo pirotecnico. E sarà proprio questo il risultato finale, anche se, purtroppo, non rispecchierà le aspettative dei padroni di casa. 
Ma questo incontro non verrà descritto nei minimi particolari, non essendo lui il protagonista storia, soltanto una piccola parte di esso lo è. 
Per poter iniziare a parlarne, è sufficiente sapere che, in quel momento, le squadre si trovavano sull'1-1, risultato maturato grazie all'autogol del difensore rossoblù Luca Rossettini e ad una punizione di Brienza, anch'essa deviata dalla retroguardia toscana. - Ricordate quando dicevo che il caso non esiste? -
Ed è proprio a questo punto che entra in scena la birra, il primo dei dettagli accomunati dal nostro protagonista:
Arrivati al quarantaduesimo minuto, sembra proprio che le due squadre andranno a prendersi un tè caldo con il pareggio sulle spalle. D'altro canto fa freddo, mancano pochi minuti, perché non andare a riscaldarsi con quella bevanda tanto cara ad uno dei migliori telecronisti italiani attualmente in attività? Perché Maccarone, evidentemente, per riscaldarsi preferisce un sorso di birra, ed è così che, al termine di un'ottima triangolazione con Zielinski, l'attaccante di Galliate segna il gol dell'1-2, che sarà festeggiato con un'esultanza che entrerà nella storia: dopo aver insaccato il pallone alle spalle di Mirante, il centravanti inizia a correre, come se l'età ed il freddo in quel momento avessero abbandonato il terreno di gioco, verso quel settore del Dall'Ara che permette ai tifosi di seguire la partita da bordocampo, dove ad attenderlo c'è, oltre che ad un amico, una birra con su scritto il suo nome, che andrà a scaldarlo, in quell'inverno emiliano, molto più di quanto avrebbe fatto un tè caldo. 
Quest'esultanza è tutt'oggi motivo di risentimento per alcuni supporter rossoblù, che hanno visto quella bevuta come una sorta di offesa nei confronti di uno stadio intero, ma, onestamente, non ne vedo il motivo. 

Il fischietto, secondo dettaglio fondamentale, non tardò molto ad entrare in scena: erano appena passati tre minuti dalla ripresa dell'incontro, con i tifosi di casa ancora colpiti dal risultato maturato in precedenza, quando Maccarone decide di entrare, per la seconda volta in venti minuti, nella storia segnando la seconda doppietta consecutiva. C'è un problema, però: tutto lo stadio, giocatori compresi, hanno sentito il fischio dell'arbitro prima di vedere la palla insaccarsi in rete. Gol annullato, dunque, e tutto da rifare? Assolutamente no. Per l'arbitro la rete è regolare, si riprende dal 3-1 per gli ospiti. 

Ed è a questo punto della storia che entra in scena il terzo dettaglio, quel freddo, che a ben vedere è stato sempre presente sin dal primo istante, e che neanche il successivo 2-3 firmato da Mattia Destro è riuscito ad impedire che, dopo queste due azioni, aumentasse esponenzialmente d'intenistà, almeno per i tifosi rossoblù. 

Ora, in un maggio che non ne vuole sapere di essere caldo e soleggiato, il Bologna si appresta a raggiungere Empoli per il quartultimo incontro di questo campionato, e chissà che questa volta non sia Krejci a festeggiare, bevendo un sorso di Pilsner per scaldarsi in questo anomalo maggio.