Si giudica l'uomo invece che il reato

 di Gianluca Sarti Twitter:   articolo letto 71 volte
Si giudica l'uomo invece che il reato

Ormai è un dato di fatto: a Bologna si giudica l'uomo invece che il reato. 
La partita di Palermo, giocata pochissime ore fa, ne è un perfetto esempio: se, al posto di Di Francesco, fosse stato Destro a non trovare il gol nella stessa maniera del giovane esterno ex Lanciano, le reazioni sarebbero state le stesse? Nessuno avrebbe chiesto la fucilazione in pubblica piazza del numero 10? Domande provocatorie, queste, che per loro natura non avranno mai risposta, ma che, sempre per loro natura, servono proprio a stanare certi comportamenti che, agli occhi di qualcuno, non fanno altro che sottolineare le ovvie contraddizioni che, domenica dopo domenica, vengono generate dalle parole di molti, troppi, auto-definiti tifosi.
 

Sia chiaro che questa non vuole, in alcun modo, essere una critica a Di Francesco, che è sicuramente una delle più positive sorprese di questo Bologna e, anzi, meriterebbe soltanto complimenti per la continua crescita che sta avendo in rossoblù, la quale gli ha anche meritatamente aperto le porte della Nazionale. No, Di Francesco in questo discorso è soltanto l'uomo che si è trovato al posto giusto, almeno per quanto riguarda le mie parole, al momento giusto. Non sarebbe cambiato niente se, invece, fosse stato Dzemaili, Krejci, Verdi o qualsiasi altro a non trovare, per un motivo o per un altro, la via del gol in questa partita. 

Volendo tornare al discorso principale, sottolineando, inoltre, l'ovvio, il numero 14 si è ritrovato oggi a sbagliare due occasioni che, per i rossoblù, avrebbero significato "vittoria". Il risultato? Moltissimi dei "fedelissimi della critica facile" non hanno trovato in queste occasioni un pretesto per criticare il giocatore, limitandosi a sottolineare il fatto che per "sbagliare un gol" bisogna comunque trovarsi nell'occasione di fallire, e che il lavoro che ha portato a questa situazione non può non essere considerato. Tutto, come già detto, giustissimo. Se il mio discorso terminasse qui, non avrei altro da fare che esprimere le mie congratulazioni a chi ha formulato tali espressioni, sottolineando come, per una volta, la critica facile non l'abbia avuta vinta. 
Purtroppo, però, il mio discorso non finisce qui, dato che bisogna tenere in considerazione anche quanto successo nelle giornate precedenti, e le parole che da tutto ciò sono nate. 

Prendiamo come esempio il bersaglio preferito dalle critiche, Mattia Destro. 

Urge però un'ulteriore piccola precisazione: queste parole, esattamente come non volevano essere una infondata critica a Di Francesco, non vogliono essere nemmeno un'estrema difesa al numero 10, che di gol, comunque e con tutte le attenuanti del caso, non ne ha fatti tanti quanto il suo valore e la sua posizione richiederebbero. 

Tornando al punto principale, e sperando di non perdere più il filo del discorso, si stava parlando di Mattia Destro, che oggi non ha calcato il campo del Barbera, venendo scavalcato prima da Petkovic e poi da Sadiq. Che si tratti di "punizione", modo di valutare le alternative in vista della prossima stagione o semplicemente un tentativo di suonare la sveglia all'attaccante ascolano non lo so, ma in ogni caso potrebbe trattarsi di una mossa azzeccata, nonostante tutto. 
Anche se non è potuto scendere in campo oggi, però, Destro ha avuto l'occasione di mettersi in mostra in quasi tutti gli incontri precedenti, molti dei quali terminati senza imprimere a fuoco, come ci si aspetterebbe da un attaccante dotato dei suoi numeri, il proprio nome sul tabellino, anche se svariate volte - non in tutte, ovviamente, altrimenti non avrei dovuto fare tutte queste precisazioni - il suo contributo al gioco di squadra e le occasioni create erano sotto gli occhi di tutti. Il risultato? Una pioggia di critiche a non finire che, pur trovando ragione d'esistere nel fatto che un attaccante, alla fine della fiera, venga ricordato soltanto per i gol, si trovano in contraddizione con  quanto accaduto oggi ed elencato in precedenza.

Se questo atteggiamento sia giusto o sbagliato non posso dirlo, ma sicuramente lascia spazio a molti spunti di riflessione.