Quando l'esonero diventa una moda

 di Gianluca Sarti Twitter:   articolo letto 42 volte
© foto di Calcio2000
Quando l'esonero diventa una moda

Dall'Italia all'Inghilterra, dalla nota Palermo alla "nuova" Leicester, da una più ampia definizione di Serie A e Premier League, l'esonero di un allenatore sta perdendo, ammesso che non l'abbia già perso da tempo, ormai qualsiasi significato in favore di un qualcosa che può essere definito come una semplice moda. 
L'allontanamento di Ranieri dalla panchina delle Foxes, ultimo in ordine cronologico, ne è un perfetto esempio. 
Va detto che, secondo quanto riportato dai media inglesi, sia stata una coalizione di giocatori - vi ricorda qualcosa? Pioli? Il Bologna di Guaraldi? No? - gli stessi che senza l'allenatore romano ora sarebbero paragonabili ai vari Carrol, Zaha e soci, ovvero giocatori che di qualità sicuramente ne hanno, ma che non potrebbero mai risultare decisivi nella vittoria di un titolo. 

Pur ammettendo che esonerare l'allenatore sia più facile che placare gli animi di quattro o cinque calciatori che si sopravvalutano, questa situazione si conferma, in ogni caso, ai limiti del ridicolo. E non soltanto perché quella che fu la squadra del miracolo non sia ancora matematicamente retrocessa, anzi, ed abbia tutte le possibilità di strappare la qualificazione ai quarti di finale di Champions League. Qualcuno ci avrebbe, seriamente, scommesso qualcosa? Quello che, per me che non sono un dirigente, e non ricopro nessun'altra figura di spicco in una società di calcio, è l'errore principale riguarda quanto fatto in estate: era sotto gli occhi di tutti che un miracolo come quello dello scorso anno fosse impossibile da ripetere, come è chiaro che, se un giocatore crede di essere arrivato ad un livello più alto, la sua cessione in favore di una rifondazione che garantisca più quantità, a discapito magari della qualità, non può portare eccessivi svantaggi.
Ed è stato così che, l'unico ad aver pagato queste scelte, è stato l'unico innocente, per quanto l'innocenza possa esistere nel mondo del calcio.

Passiamo ora, però, anche all'Italia, dato che è stata citata, e facciamo anche qualche riferimento al Bologna, dato che state leggendo, si spera, Pianetabologna: 
A proposito del primo, più ampio, concetto sarebbe possibile portare tantissimi esempi, su tutti il Palermo di Zamparini, società che detiene un record di esoneri assurdo. Ma sarebbe troppo facile sparare sulla croce rosanero, e considerato che gli esempi non mancano, ecco che possono entrare in scena le altre società italiane che recentemente hanno effettuato un cambio in panchina.

Partiamo da Pescara dove, come nell'esempio precedente, l'allenatore ha pagato le scelte di una società che non è stata in grado di allestire una rosa competitiva per il campionato. Per quanto Oddo, ai miei occhi di tifoso bolognese, non sia la persona più simpatica sulla faccia di questo pianeta, come allenatore ha dimostrato di poter dire la sua, portando la sua squadra una prima volta alla finale playoff, persa proprio con i nostri rossoblù, e poi alla conquista della promozione. 
Ora con Zeman la musica sembra però essere cambiata, dopo una sola partita contro una squadra che, da questo campionato, non può più chiedere nulla. Magari la musica cambierà realmente, ma non credo che il 5-0 sul Genoa possa essere un vero segnale. 

Detto questo, il Genoa potrebbe essere proprio il secondo esempio da portare, ma le cose da dire si possono ricavare facendo un riassunto di quanto detto finora e, essendo il Grifone il prossimo avversario del Bologna ecco che può finalmente arrivare, per questo sconclusionato editoriale, l'ora della fine:

Esattamente come fatto dai rossoblù di Genova, anche parte della tifoseria felsinea ha chiesto a gran voce l'esonero di Donadoni dopo questa striscia di sconfitte consecutive, con la società di Joey Saputo che ha, però, preso le distanze da questa moda dell'esonero confermando l'allenatore. 
Probabilmente questo scenario sarebbe quello che, con più probabilità, meriterebbe un cambiamento, se non altro per mandare un chiaro segnale ad una squadra che, priva di stimoli concreti, sembra essersi addormentata, ma sarebbe veramente la scelta giusta? Sarebbe veramente possibile, ora, trovare un allenatore qualitativamente parlando al pari di, o superiore a, quello attuale? Escludendo il tanto chiamato in causa Mancini, che richiederebbe uno sforzo economico troppo grande per il Bologna attuale. 
Forse, con un Ranieri libero di accasarsi altrove, e magari con il desiderio di ripetere una nuova impresa...