Ma non potevamo almeno pareggiare?

11.03.2018 18:11 di Gianluca Sarti Twitter:   articolo letto 94 volte
Ma non potevamo almeno pareggiare?

L'ultima volta che mi ero ritrovato a commentare, su queste pagine virtuali, una partita del Bologna era il 6 gennaio, quando i rossoblù tornavano da Torino, sponda granata, con 3 gol e zero punti a carico. Quale occasione migliore per ricominciare, dunque, se non dopo un'altra sconfitta? Ennesima sconfitta, si potrebbe aggiungere, dato che quella ottenuta quest'oggi con l'Atalanta non è altro che la quindicesima sconfitta stagionale messa a referto dopo ventotto giornate. Non proprio una statistica esaltante, quest'ultima. Ma il dato che risalta più di ogni altro, osservando lo score stagionale del Bologna, non riguarda le sconfitte, bensì i pareggi: soltanto 3 su 28 partite giocate. 
Solitamente, quando si guarda ai pareggi ottenuti dalla propria squadra, le possibilità sono due: o si rimpiangono vittorie che purtroppo non sono arrivate o si è felici per un risultato comunque positivo ottenuto contro un avversario che, in quel determinato periodo storico, si è dimostrato più forte. Quando però le "X" a referto sono soltanto tre i rimpianti rimangono, ma si focalizzano prevalentemente sulle sconfitte, andando a pensare che, alla fine, qualcuna di quelle poteva essere un pareggio, e di conseguenza un punticino guadagnato. 
Questo è quello che, almeno per quel che mi riguarda, ha accompagnato le ultime due settimane, durante le quali il Bologna ha perso prima con la Spal e poi con l'Atalanta, in entrambi i casi subendo un solo gol e non segnandone nessuno, e in entrambi i casi il mio primo pensiero è stato "Ma non potevamo almeno pareggiare?". 
La risposta più scontata, ma forse veritiera, che sono riuscito a darmi è stata "No, non potevamo. Perché giocando così non potevi pareggiarla."
Ci sono vari modi in cui puoi perdere una partita pur meritando di pareggiare, alcuni dei quali rendono felici i tifosi, come, ad esempio, quando incontri un portiere particolarmente forte, o fortunato, che riesce a disinnescare ogni occasione della tua squadra, oppure quando continui ad attaccare gli avversari e subisci un contropiede fatale. 
Poi ci sono i modi del Bologna, quando da tifoso credi di meritare un pareggio, non fosse altro per ripagare la tua fede ed i tuoi sforzi, ma analizzando il più oggettivamente la partita capisci che, giocando prima di tutto per non subire e non producendo azioni offensive degne di questo nome, se poi perdi non puoi dire di avere meritato almeno il pareggio.
Però i rimpianti arrivano comunque, puntuali, e crescono quando vai ad osservare la classifica della Serie A e noti che peggio di te, per quanto riguarda i pareggi, ha fatto soltanto il Benevento, che ne ha ottenuto uno soltanto. A onor del vero ci sarebbe anche la Juventus, che ne ha ottenuti due, ma considerando che occupano attualmente il primo posto in classifica capisci che, forse, aver ottenuto più pareggi dei bianconeri non è proprio un vanto. Ci sono poi Napoli e Udinese, che come te hanno pareggiato soltanto tre partite, ma la prima si sta giocando lo scudetto e la seconda, seppur soltanto grazie alla differenza reti, ti precede in classifica. 
Una volta si diceva che il Bologna, esattamente come il Chievo, "soffriva di pareggite", ed aver debellato questa malattia - al contrario dei clivensi che infatti occupano la quindicesima posizione in classifica con 7 pareggi e 6 vittorie - è probabilmente un bene, ed altrettanto probabilmente è sicuramente più bello e gratificante osservare le vittorie ottenute e la posizione in classifica ma, soprattutto in queste giornate ed alla luce del gioco espresso dalla squadra, è molto più facile e spontaneo pensare "Va bene, ma non potevamo almeno pareggiare?".