Lettera al passato

Bologna; Catania; Bologna-Catania; 11 maggio 2014; Serie A; Serie B;
 di Gianluca Sarti Twitter:   articolo letto 385 volte
Lettera al passato

L'11 maggio, almeno per chi negli ultimi anni ha continuamente affollato i seggiolini del Dall'Ara, non è una data come le altre. Non lo è, soprattutto, da tre anni a questa parte, dato che, proprio in questa data, nel 2014 fu retrocessione. Con merito, assolutamente, dato che quella squadra e quella società, soprattutto, sembravano costruite proprio per ottenere questo risultato, arrivato però soltanto grazie ai movimenti fatti in concomitanza con l'inizio del girone di ritorno: Diamanti e Pioli vanno via, arrivano Ibson - che forse sta ancora attendendo che qualcuno lo vada ad accogliere in aeroporto - Friberg e Ballardini. Mosse che, se il tuo obiettivo è la permanenza in Serie A, e non soffri di qualche disturbo, difficilmente potresti mettere in atto, ma tant'è. La retrocessione sembra comunque essere evitabile, per buona parte del restante campionato, o almeno finché il Catania non mette piede al Dall'Ara. 
Non starò a ricordare i particolari, io li ho rimossi e credo che lo abbia fatto anche buona parte di voi, limitiamoci alla beffa: 2-1 per gli etnei, prima ed unica vittoria esterna in quel campionato e, dato che le beffe non vengono mai da sole, entrambe le squadre che conquistano la matematica retrocessione con una giornata d'anticipo. E il Chievo se la ride sotto i baffi. Come avevo detto, le beffe, no?

Assodato questo punto, possiamo tornare - soltanto momentaneamente, però - al presente, con una domanda: "Cosa è cambiato in questi tre anni? E come preparerei il me stesso di tre anni fa al suo futuro?" 
Per quanto riguarda la prima domanda, teoricamente, una risposta non sarebbe neanche necessaria, ma proviamo comunque ad inserirla all'interno di quella che vuole essere una lettera al passato, o, almeno, al mio passato. 

Ciao caro,
Tutto bene? So che in questo momento starai tornando a casa dallo stadio, e so che non vorresti parlare con nessuno. 
Mi ricordo bene come stavamo in quel momento - a proposito, sono il te del futuro, scusa se non mi sono presentato prima - mi ricordo la voglia di spaccare tutto, so anche che a livello personale non è stato un anno fantastico. Non ti mentirò, i prossimi non saranno migliori. 
Ma torniamo al calcio perché, anche se non l'hai ancora voluto affrontare, la scrittura è una delle tue passioni più vere, forse anche l'unica, e in questo momento la stiamo facendo vivere grazie al calcio, e ai lettori non interessano i nostri problemi. La partita di oggi è stata brutta. Lo è stato il caldo, lo è stato il calcio e lo sarà tutto ciò che ne seguirà. Ci hai messo un po' a realizzarlo, ma siamo retrocessi. 
So anche che il tuo pensiero calcistico si sta proiettando nel vicino futuro, so che non vuoi più saperne di questa dirigenza e stai caldamente aspettando Zanetti. So che ora lui sembra l'unica speranza, ma ti prego, non accontentarti. Non credere che sarà lui a risolvere i nostri problemi. Ancora non lo sai, ma il sogno americano è vicino. 
E sarà un sogno bellissimo, almeno per te e molti altri come te, ma anche quello avrà, inspiegabilmente, le sue conseguenze.
Ricordi la grande coesione dei tifosi quest'anno? Ricordi le proteste nei confronti di Guaraldi e, soprattutto, ricordi come nessuno, dalla stampa ai "tifosi da tribuna" e quelli "da divano", osasse muovere critiche nei suoi confronti? O meglio, qualcuno c'era, tu sicuramente lo saprai meglio di me, ma la voce che si alzava in quei momenti non era abbastanza forte per farsi udire dai più. 
Ecco, dimentica tutto quello che ricordi, adesso è tutto diverso. Adesso hai una proprietà canadese che ti sta per regalare un nuovo Dall'Ara, che ti ha regalato l'assenza dei debiti, tutti risanati di tasca propria senza battere ciglio, ti ha regalato un nuovo centro tecnico e, soprattutto, ti ha regalato una squadra composta per la maggior parte di giocatori giovani, e tutti di proprietà. Proprio quello che sognavi, esattamente come tanti altri, no? Certo, la squadra vivrà qualche momento negativo, ma la salvezza non sarà mai un problema. Perché, nel frattempo, siamo già tornati in A. 
Come ti dicevo, però, le critiche che (non) sentivi con Guaraldi si ripresenteranno anche ora che è tutto diverso. Alcune di loro saranno giuste, perché questa realtà non è assolutamente esente da critiche. Altre invece saranno prive di ogni fondamento, perché questa realtà è diversa da qualsiasi altra tu abbia visto in precedenza. 
Tutti questi "regali" che ti ha fatto la nuova società non sono bastati a mettere a tacere i dubbi infondati che sentirai nei prossimi tre anni, soprattutto da parte di chi dovrebbe fare informazione, e invece si limiterà a muovere critiche ad ogni passo, sia esso falso o meno, mosso dal Bologna, squadra o società che sia, per motivi che io, dopo due anni, ancora non riesco a spiegarmi del tutto. Forse non accettano di non ricevere le indiscrezioni in esclusiva in cambio di favori sulla carta stampata, forse sono stati in coma per 50 anni ed il loro ultimo ricordo era lo scudetto del '64, forse semplicemente pretendono il massimo, come ognuno di noi, ma non sono in grado di esprimere le loro idee in maniera comprensibile a tutti.
Anche alcuni tifosi, che ti sembreranno tanti, forse anche troppi, muoveranno critiche più o meno sensate a questa nuova realtà rossoblù, e non sempre riuscirai a distinguere le critiche mosse con un senso da quelle che sono soltanto figlie di quello che si legge sui giornali, di quello che non si vuole capire e della volontà di criticare sempre e comunque, dato che quest'ultime saranno talmente tanto esasperate da farti credere che le critiche sensate siano soltanto una loro versione edulcorata. 
In conclusione, se questa lettera avesse proprietà retroattive, caro me stesso di tre anni fa,
Vorrei dirti di stare tranquillo, per quanto riguarda ogni aspetto della tua vita, e soprattutto vorrei abbracciarti, e vietarti categoricamente di continuare a leggere critiche senza senso che ti rendano il sangue amaro, perché tanto queste critiche non saranno fermate neanche dall'arrivo di Messi e la conquista di 5 scudetti consecutivi.