"Il pagellone"

 di Gianluca Sarti Twitter:   articolo letto 40 volte
"Il pagellone"

Con la chiusura della stagione 2016/2017, tutta la stampa, specializzata o meno, si diletta nello stilare il classico pagellone di fine anno dove, come nelle migliori scuole italiane, vengono assegnati i voti, spesso accompagnati da un commento più o meno sintetico, ai giocatori che dall'agosto scorso hanno calcato i campi della Serie A. Potevamo, noi di Pianetabologna, decidere di non partecipare a questa festa? Assolutamente si, sarebbe stata una mossa gradita, ma ormai il dado è tratto. Quindi procediamo ad assegnare i voti, in maniera assolutamente professionale, come fanno tutti. 

Verdi, Krejci, Nagy: 4. Il primo segna, il secondo fornisce assist a ripetizione e l'ungherese presenta ampi margini di miglioramento, e tutto ciò è inaccettabile. Riconoscere loro questi meriti sarebbe come lodare l'ottimo lavoro compiuto in estate da Bigon. No, non si può. Il maggior responsabile di tutti i problemi che infestano Bologna, e forse anche della guerra in Siria, non può essere elogiato. 

Dzemaili: 10 e lode. Non si trova più a Bologna, sintomo della fragilità ed incapacità societaria che caratterizza la gestione Saputo. Grazie Blerim per aver dimostrato come il canadese sia solo un cioccapiatti​. 

Destro: 2/9. Non segna mai. Anzi no ha raggiunto la doppia cifra. Si però sono soltanto gol inutili. Ma se non segna lui chi dovrebbe farlo? Da vendere. No, da confermare. - aiutatemi. 

Donadoni: 1/10. Idem come sopra: se la squadra gioca male è soltanto colpa sua. Non si prende le sue responsabilità. Anzi no, è soltanto merito suo se questa squadra inguardabile si è salvata. Fategli una statua. Però poi abbattetela. 

Bigon: 0. Non è Corvino. Che a sua volta non era Fusco. 

Fenucci: 0. Non è Zanzi. 

Saputo: 0. Non è Guaraldi. 

Ora basta scherzare. Ovviamente tutto ciò va visto in chiave ironica, senza voler mancare di rispetto a nessuno degli elementi citati - forse soltanto ad uno, facilmente individuabile - o a chi, in maniera realmente professionale, stila ogni anno questi pagelloni che, non lo nego, fino a pochi anni fa seguivo con molto interesse. Con il passare del tempo, però, la mia visione del calcio è mutata, e non ritengo che assegnare voti ai singoli sia qualcosa di veramente utile quando si parla di uno sport di squadra, dato che si vince e si perde in 11 e, a meno che il tuo nome non sia Maradona, non sarai mai tu, singolo elemento, a doverti prendere tutti i meriti o tutte le colpe. 
Se proprio volessi esprimere il mio giudizio, però, si parlerebbe di sufficienza collettiva. Nessuno ha brillato in maniera costante per tutta la stagione, e allo stesso nessuno ha sempre e solo messo in mostra prestazioni criticabili, come dimostrato dal raggiungimento, seppur in maniera non esaltante, dell'obbiettivo salvezza. Dunque sei politico a tutti, tranne a Saputo. Saputo meriterà sempre il massimo.