Erick Pulgar: rinascita ed evoluzione

 di Gianluca Sarti Twitter:   articolo letto 57 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Erick Pulgar: rinascita ed evoluzione

Alzi la mano chi, dopo la sfida persa contro il Napoli, ha pensato che Pulgar sarebbe diventato il vero e proprio perno del Bologna. 
Non avendo la possibilità di vedere in quanti stiano effettivamente rispondendo a questo mio singolare quesito, e basandomi sui commenti rilasciati da buona parte del pubblico dopo l'incontro incriminato, do per scontato che le mani abbassate, tra le quali si annovera anche la mia, superino in quantità quelle alzate. Bene, ci sbagliavamo. Mi sbagliavo.

Esattamente come il cileno, lo dico senza timore di essere smentito, ha sbagliato più volte durante quella partita. Ma sbagliando si impara, e le prestazioni del numero 5 rossoblù dall'incontro successivo ne sono la prova. 
Prestazioni sempre più che sufficienti, pochissime sbavature in fase difensiva - ed infatti la zona centrale del campo, come si è potuto notare nel corso di queste partite, raramente ha fornito pericoli concreti alla retroguardia felsinea - ed un atteggiamento che lascia trasparire una maturità calcistica non indifferente sono le armi che hanno portato Erick a guadagnarsi la stima dei suoi tifosi e degli addetti ai lavori. 

La prova di tutto ciò? Andando ad osservare, sulle pagine social del Bologna FC, il nome degli MVP delle ultime tre partite Erick Pulgar compare due volte e, al momento in cui sto scrivendo queste parole, si trova al terzo posto nelle votazioni riguardanti l'incontro di sabato sera contro la Roma, alle spalle di un irrangiungibile Di Francesco ed Helander.
Il fatto che queste tre partite combacino con altrettante sconfitte, al contrario di quello che si potrebbe pensare, non è altro che un punto a favore di quanto detto fino ad ora: umanamente parlando è comprensibile tenere in minor considerazione qualcuno che ha più volte dato prova di meritare critiche riguardo alle proprie prestazioni, e se si unisce questo dettaglio al malumore causato da una sconfitta, la decisione dei tifosi di premiare comunque il cileno come Most Valuable Player dimostra quanto questo giocatore sia effettivamente migliorato.

Rispetto a quel centrocampista umorale che ha di fatto rubato la punizione a Verdi e si è fatto condizionare dal non essere riuscito a calciarla al meglio, oggi abbiamo un centrocampista prettamente difensivo, cosa che più di ogni altra serviva a questa squadra, con, come si usa dire, dei piedi buoni, che gli permettono non solo di interrompere le azioni avversare ma anche di organizzare le ripartenze dei propri compagni. 
Purtroppo Erick salterà la prossima partita, dove il Bologna sarà impegnato al Dall'Ara contro il Crotone, a causa di una squalifica, e considerando che quest'ultima sia subentrata a causa dei cartellini rimediati nel corso di queste prime undici giornate, e non in seguito ad un'espulsione, è un altro dettaglio da tenere ben in considerazione in questa fase di maturazione.