Corsi e ricorsi storici

 di Riccardo Rollo Twitter:   articolo letto 73 volte
© foto di Alberto Fornasari
Corsi e ricorsi storici

“L'ordine delle idee deve procedere secondo l'ordine delle cose”.

Giambattista Vico è stato un filosofo, uno storico e un giurista italiano, vissuto a cavallo tra il XXVII e il XVIII secolo. Tra le sue più note teorie vi era quella secondo la quale la storia è caratterizzata dal continuo e incessante ripetersi predeterminato e regolamentato di cicli. Questa formulazione di pensiero è ricordata come “teoria dei corsi e dei ricorsi storici”. Alcuni eventi si ripetono dunque con le medesime modalità, anche a distanza di diverso tempo. Siamo ad inizio maggio del 2017, il Bologna ha terminato di fatto la sua stagione raggiungendo l’obiettivo della salvezza e si trova ancora una volta di fronte alla grande occasione per dare una svolta al proprio futuro prossimo. E’ difficile, quasi impossibile, convincere le nuove generazioni che questa squadra ha avuto un passato glorioso, da prima della classe. All'attivo figurano ben 7 campionati vinti, 2 Coppe Italia e tre Coppe Mitropa (competizione svoltasi dal 1927 al 1992, relativa all' Europa centrale). Stenta a crederci anche la mia di generazione (quella nata agli inizi degli anni '90), che è cresciuta con le prodezze di Baggio, Signori e Andersson, per quelli che sono stati gli ultimi anni d'oro dei felsinei. Poi la lenta e inesorabile caduta degli anni 2000, con le sanguinose retrocessione del 2005 e del 2014, che hanno segnato in maniera indelebile il cuore più profondo e sensibile di chi tifa la squadra delle due Torri.

L'addio alla presidenza di Gazzoni (ultimo baluardo dei quartieri alti della piramide societaria), unita ai tanti cambi in panchina, che vide tra gli altri Ulivieri e Mandorlini, distrusse psicologicamente un ambiente già depresso da quel torrido e terrificante 18 giugno 2005, quando Carbone e Gilardino mandarono i rossoblu all'inferno. Chi c'era quella sera ricorderà senz'altro il pianto di Pagliuca appoggiato al palo, oppure la disperazione del Dall'Ara trasformatasi ben presto in furore rabbioso. Eppure, tra bocconi amari mandati giù a forza, e il nuovo vertice segnato dalla coppia Cazzola-Menarini, il Bologna riuscì nell'impresa del ritorno nel calcio che conta: è il 1' giugno 2008, quando Marazzina trasforma il rigore che vale la promozione.

Quella doveva essere l'estate della svolta, per costruire qualcosa di importante. E invece ecco che la strategia scelta dalla società (con Cazzola versione "vecchia volpe", perché certo del proprio addio, e Menarini in assoluta difficoltà) è quella di pensare solo ed esclusivamente all'anno in corso, senza gettare la benché minima base sul futuro. Il risultato di tale decisione ha portato a sofferte salvezze, con l'obbligo di dover ricominciare il campionato, anno dopo anno, confidando più nelle disgrazie altrui che nelle capacità proprie. Nel 2013-2014 ancora una deludente stagione, ma questa volta non ci sono ancore di salvezza: sconfitta interna contro il Catania e rossoblu di nuovo in Purgatorio. Il resto è storia recente, con l’arrivo di Tacopina e Saputo, l’immediato ritorno in serie A e il ciclo “donadoniano”, iniziato il 28 ottobre 2015 e non ancora terminato.

Cosa accadrà ora? La teoria dei corsi e ricorsi storici di Vico conferma il riproporsi di situazioni già viste in passato, e di nuove, stuzzicanti, opportunità. Il destino ha scherzato a tal punto con il Bologna che è tornato di moda di nuovo Alessio Cerci per la fascia offensiva dei rossoblu. Dopo essere infatti stato accostato agli emiliani durante la scorsa estate e nel recente mercato di gennaio, l’ex attaccante del Milan si svincolerà presto dall’Atletico Madrid, dove non sta trovando spazio, voglioso di tornare in Italia. Ma come, proprio lui che se ne andò dal vecchio stivale per andare nel “calcio che conta” (cit.), vuole ritornare in terra natia?  Beh, in ogni caso il sottoscritto rifiuterebbe volentieri l’offerta e lo lascerebbe andare a Roma, sponda biancoceleste, in quanto anche la Lazio sarebbe sulle tracce del 30 enne attaccante di Velletri. Il Bologna, onestamente, merita altro. Merita soprattutto di tornare lassù, nel vero Olimpo degli dei, dove si respira aria di Europa.