Cara VAR ti aspetto

 di Gianluca Sarti Twitter:   articolo letto 953 volte
Cara VAR ti aspetto

Volendo prendere in prestito ed adattare le parole di una delle più grandi icone bolognesi - al pari delle Torri, di San Luca, dei tortellini - potrei scrivere: "Cara VAR ti aspetto, e siccome sei molto lontana più forte ti aspetterò". 

E, a maggior ragione dopo la partita di ieri pomeriggio, ti aspetto veramente forte perché, nonostante potremmo incontrarci già nella prossima stagione, sei ancora, e sei sempre stata, troppo lontana.
E lo faccio, cara VAR, perché ho veramente bisogno di te. Ho avuto bisogno di te a Bergamo, ma anche a Verona, a Genova, molto spesso a Bologna, a Roma e in molte altre città italiane. 
Ho avuto bisogno di te, o almeno di quel qualcuno che, in tua assenza, dice di poter fare le tue veci in maniera efficace, essendo anche retribuito, stimato e positivamente valutato nel farlo, ma non ho visto nessuno. 
E se anche l'ho visto, non ha mai compiuto il suo lavoro in maniera degna, e non dico alla perfezione, cosa che non è di questo mondo, ma semplicemente degna e dignitosa. due definizioni che definiscono qualcosa che non sia una continua presa per i fondelli nei confronti di chi, ingenuamente, crede che a tutto ci sia un limite, e che non sia possibile scavare in eterno, prima o poi il fondo verrà toccato, e da lì si potrà solo risalire. 
O almeno, quel qualcuno, ci credeva, perché la tua assenza, cara VAR, ha dimostrato quanto questi saranno semplicemente sogni destinati a non realizzarsi mai, almeno fino all'anno che verrà. almeno finché non irromperai prepotentemente in questo mondo che, ora più che mai, fra gol in fuorigioco sempre più plateali, rigori non fischiati e direzioni di gara atte soltanto ad innervosire il clima di una partita, ha bisogno di te. 
E non parlo soltanto a nome della mia squadra. Io ti parlo, molto probabilmente arrogandomi diritti che non ho, anche a nome di tutte quelle squadre che, a fine stagione, non vedranno i torti ed i favori compensarsi. E sappi che sono tante, cara VAR, queste squadre che possono definirsi derubate, non tanto da una lobby delle cosiddette "big", non voglio credere a questo discorso, ma semplicemente da una classe arbitrale che, in Italia, ha imboccato una decadente e sempre più pericolosa strada. 
Forse mi illudo, cara VAR, forse, prendendo nuovamente in prestito le parole della buonanima di Lucio, anch'io so, in fondo, quanto queste mie speranze siano in realtà frutto di una visione alterata ed utopica dell'anno che verrà, il quale non sarà altro che una fotocopia di quest'anno, e di quello precedente o di quello prima ancora. 
Ma io ho un debole per i sognatori, dato che probabilmente appartengo a questa categoria di persone, e voglio farmi carico anch'io delle loro speranze. 
Quindi, cara VAR, 
Io ti aspetto, sempre più forte.