Cambiare tutto per non cambiare niente

09.04.2018 20:48 di Gianluca Sarti Twitter:   articolo letto 89 volte
Cambiare tutto per non cambiare niente

La notizia del giorno, soprattutto alla luce della sconfitta rimediata dal Bologna ieri pomeriggio nella sfida dello stadio “Ezio Scida” di Crotone, riguarda la permanenza di Roberto Donadoni sulla panchina rossoblù, con conseguente addio di una buona parte dei giocatori ad oggi presenti in rosa. Ovviamente si tratta di un’ipotesi tutta da verificare, lavoro non semplice, e che dunque lascia il tempo che trova. Magari tra un paio di giorni o settimane andrà a fare compagnia alle ipotesi che volevano Mancini come tecnico post-promozione. Ma teniamola comunque a mente, almeno per ora, e analizziamo questo concetto che, parafrasando, può essere espresso anche con la frase “cambiare tutto per non cambiare niente”. 

L’eventuale conferma di Donadoni porta con sé problematiche impossibili da tralasciare: 

In primo piano, il rapporto che si è venuto a creare fra il tecnico bergamasco e una buona parte della tifoseria bolognese, che sì, è incline a criticare gli allenatori – chi più, chi meno – ma ha anche avuto tre anni per giudicare le gesta dell’ex numero 10 rossonero, ed è giunto alla conclusione che così non si può continuare. E questo è un giudizio che tutti, ma proprio tutti, dovranno tenere bene a mente, soprattutto per la prossima stagione, la quale, alla luce della situazione attuale, potrebbe non iniziare nel migliore dei modi qualora Donadoni fosse ancora alla guida della squadra. Squadra che altro non è, alla fine dei conti, che un prodotto da vendere, e siamo sicuri che la guida tecnica attuale sia una pubblicità vincente?

Altro dettaglio, che è più simile ad una serie di domande, da considerare è: siamo sicuri che cambiando tutti i giocatori la situazione migliorerà? O, meglio ancora, quanto bisognerà spendere per migliorare la situazione? Ed è veramente possibile pensare di poter cambiare il 90% della squadra?
La mia personale risposta ad ognuna di queste domande è “no”, ma io non vivo in prima persona gli allenamenti settimanali, ne riesco a leggere nella mente di Saputo, altrimenti mi sarei già arricchito pubblicando ogni minima indiscrezione. Tutto quello che posso fare è motivare questo mio no.
In primo luogo, il “gioco” espresso dalla squadra negli ultimi anni è anche difficile da definire tale, in quanto le occasioni create o le manovre ben gestite sono molto difficili da trovare guardando una qualsiasi partita del Bologna 2017/2018, mentre risulta molto più facile constatare come i gol siano arrivati da calci piazzati o azioni fortunose, sicuramente non ricercate, nel corso delle quali la palla arrivava in qualche modo sui piedi dei giocatori felsinei che, in qualche modo, la buttavano in rete. Questo “stile di gioco” può funzionare qualche volta, magari contro big che hanno anche la testa rivolta ad altre partite, ma sicuramente non è salutare, per una squadra di Serie A, affidarsi alla dea bendata per 38 partite. 
Qui arriva, dunque, un’altra, retorica, domanda: “tutto ciò è una colpa da affidare soltanto ai giocatori – che sicuramente non sono esenti da critiche – o è colpa anche di chi mette in campo questi giocatori? E se diamo credito a questa seconda sentenza, ha veramente senso cambiare 10/15/20 elementi per non cambiare altro? Ha veramente senso cambiare tutto per non cambiare niente? 

L’ultimo dettaglio da affrontare riguarda l’effettiva possibilità di cambiare questo elevato numero di giocatori: per avere le liquidità necessarie, senza dover sprofondare nel rosso di bilancio, vendere quei giocatori dall’elevata quotazione, come Verdi e, a seguire, Destro, Pulgar e soci, non basterebbe, e si renderebbe necessario un importante esborso economico da parte di Saputo anche solo per allestire una rosa titolare, alla quale vanno poi aggiunte le riserve. Non sarebbe più semplice, e meno dispendioso, ridurre l’esborso per andare a comprare dove si presenta la reale necessità? E, spezzando anche un’involontaria lancia in favore del tecnico, siamo sicuri che alcuni elementi siano così facili da vendere?