And the oscar goes to...

 di Gianluca Sarti Twitter:   articolo letto 59 volte
And the oscar goes to...

La notte fra il 26 ed il 27 febbraio, la notte degli oscar, la notte hollywoodiana per eccellenza, la notte in cui niente deve andare storto. Ma capita che quel dispettoso bambino che personifica il Destino, o la Sorte, se preferite, che da sempre adora le scene patetiche ai limiti del ridicolo, decida di interferire, ed ecco che il Bologna vede sparire ancora una volta la vittoria negli ultimi istanti. 

Scusate se ho riunito due situazioni diverse, ma presto il perché sarà chiaro.
Separando i due contesti, credo che chiunque sia al corrente di quanto successo nel corso di questa lunga cerimonia, con l'Oscar più atteso, quello riservato al Miglior Film, quello che il beffardo Destino aveva assegnato a La La Land, e che invece è andato a Moonlight. 
Pochi istanti per accorgersi dell'errore, i quali, se ti chiami Damien Chazelle, sono diventati però un'eternità. E lo sono diventati perché, se credi di aver già vinto il premio più importante dell'anno nella serata più importante dell'anno, se puoi già sentire il peso di quella statuetta tra le tue mani, se riesci a sentire la folla che acclama il tuo nome, decidi di estraniarti da un mondo che ti odia per rifugiarti altrove, dove il Destino non potrà giocare con te e sarai il vero, unico, protagonista. Almeno fino a quel momento in cui quel bambino non decide di svegliarti con le sue ciniche risate, riportandoti a vivere un momento che sai non potrà più ripetersi. 

Ed effettivamente, se ti chiami Daniel Chazelle, avrai la certezza che tutto ciò non accadrà più ma, se ti chiami Bologna, sai che questa non è altro che una bugia. 

È qui, dunque, che entra in gioco la squadra rossoblù, che ieri ha visto sfumare l'ennesima vittoria nei minuti finali, con San Luca pronto a trasformarsi nella scritta "Hollywood" per rivivere, ancora una volta e con una preveggenza invidiabile, la notte degli Oscar più patetica di sempre. 
Rivivere, giustamente, perché la rete che ieri ha permesso al Genoa di pareggiare l'incontro non è che l'ultimo punto, cronologicamente parlando, di una lista dalla lunghezza invidiabile. 
Lista che ha visto il suo inizio esattamente un girone fa, quando Simeone, a 13 minuti dal termine, regalava al Genoa la vittoria in quella che è sicuramente una delle partite più discutibili a livello arbitrale. Ma ora non è il momento di parlarne, ho già dedicato un intero editoriale alla scellerata gestione di Maresca, quindi vediamo semplicemente come quella sconfitta sia stata solo il preludio ad una serie di risultati mancati a causa di un gol subito nella seconda metà del secondo tempo. 
Per vedere il secondo risultato analogo occorrerà attendere solo una settimana, quando un generosissimo rigore a tempo scaduto regala il pareggio ad una Lazio che, seppur dominando la partita, non era riuscita a scalfire la rete rossoblù. E a seguire ecco Bologna-Sassuolo, Chievo-Bologna, Udinese-Bologna, Cagliari-Bologna, Bologna-Milan, Sampdoria-Bologna, Bologna-Inter e, per finire, quest'ultima sfida contro il Genoa. 
Dieci incontri che hanno visto la propria inerzia cambiare negli ultimi minuti, alcuni meritatamente, altri meno. Rimettere ogni responsabilità ai semplici capricci di un bambino o agli arbitri sarebbe ridicolo, ma allo stesso tempo non si può negare come l'armata di Donadoni abbia un credito da riscuotere con il Destino e, rimanendo in tema Oscar, speriamo che non debba attendere 24 anni come Di Caprio.