09/06/2015

Bologna; Bologna-Pescara; Serie B; playoff; Serie A;
 di Gianluca Sarti Twitter:   articolo letto 474 volte
09/06/2015

09/06/2015, una data che, i bolognesi, difficilmente scorderanno, siano essi appassionati di calcio o semplici abitanti di una delle più belle città italiane. E non la scorderanno, soprattutto, perché quel giorno è durato ben più di semplici 24 ore. 
Ma andiamo per gradi: 

Il 5 giugno precedente, il Bologna era stato impegnato nella finale di andata dei Playoff di Serie B, a Pescara, dove il risultato di 0-0, maturato in quei primi 90 minuti, sembrava spaventare molto di più i tifosi bianco-azzurri che, consapevoli del regolamento, sapevano di dover necessariamente vincere al Dall'Ara per poter riconquistare la Serie A, mentre i rossoblù si sarebbero potuti anche accontentare di un pareggio, grazie al miglior posizionamento nella classifica finale di quella stagione. 
Da quel 5 giugno si passò poi direttamente al 9, poiché ai bolognesi - persino a chi, come il sottoscritto, in quel periodo ha festeggiato il proprio compleanno - i tre giorni seguenti non interessavano. L'unica data importante era quel martedì di giugno, quando alle 20,45 sarebbe iniziato l'ultimo incontro di quella stagione, ed avrebbe decretato le sorti di due città intere. 
Quella partita, però, era iniziata ben prima dell'orario stabilito. Già dalle quattro del pomeriggio, infatti, centinaia e centinaia di tifosi continuavano ad affollare l'ingresso della Curva Bulgarelli e di tutti gli altri settori dello stadio andando a creare un clima quasi surreale. Guardandoti intorno potevi riconoscere qualsiasi volto, avevi già gioito mille volte con quelle persone, ma ti rendi conto che, almeno per qualche altra ora, ci sarà poco da gioire. Riesci a vedere chiaramente come siano veramente in pochi a cercare il contatto con qualche faccia amica, tutti gli altri sono concentrati solamente su quello che tengono in mano: chi legge un giornale, chi messaggia nell'attesa, chi si rinfresca con una bevanda ghiacciata o chi, ancora, cerca di bilanciare le ore di sonno che non aveva dormito la notte precedente assumendo caffè con una frequenza impressionante, consapevole che, per un motivo o per un altro, anche questa notte non dormirà. 
Il clima di festa che, in parte, ti aveva circondato nella precedente sfida con l'Avellino, e che tutti, dalla Lega Serie B passando per le dirigenze delle due squadre, si aspettavano di vivere ora è soltanto un lontano ricordo. Perché sarà anche l'ultima partita della stagione, sarà anche lo spot finale a questo campionato di Serie B che ha visto la storica promozione di Carpi e Frosinone, sarà che è l'ultima occasione di contatto con persone che non rivedrai fino a settembre, ma oggi non c'è niente da festeggiare. 
Almeno fino ai minuti che precedono l'inizio dell'incontro, quando lo stadio, per l'occasione pieno in ogni ordine di posto, si accende come non aveva mai fatto quest'anno, o negli anni precedenti. 

Passando all'incontro, poi, si capisce fin dal primo istante che sarà una partita difficile, entrambe le squadre si intestardiscono sul non voler sbagliare nulla, anche se sarà proprio dagli errori, se così li vogliamo chiamare, che prenderà forma il risultato finale. 
Partiamo dal 37' minuto, quando il Bologna trova il gol del vantaggio grazie a Sansone, l'uomo arrivato dalla Samp e che già più volte in quell'anno si era reso protagonista, che, sfruttando un contropiede ed un rimpallo fortunato in area, scaglia un siluro sotto la traversa al quale Fiorillo non riesce a porre rimedio. È 1-0. Tutto in discesa, no? Adesso non resta che difendere il risultato. Come se fosse una cosa facile. 
Passano i minuti, il Pescara torna a crescere ed anche il Bologna non vuole essere da meno, ed intorno al 56' avrebbe anche l'occasione di mettere una grossa ipoteca sull'incontro, con il sempre presente Sansone che, questa volta, non riesce a ripetersi. Neanche il tempo del rammarico che, nell'azione seguente, l'ex Pasquato segna il gol dell'1-1 finale. Nulla di grave, dunque, con il pareggio è comunque il Bologna a tornare, dopo un solo anno di inferno, in Serie A. Certo, raccontandola adesso sembra facile, ma in quel momento le preoccupazioni erano tante, soprattutto dopo l'espulsione di Mbaye che ha costretto, per quasi mezz'ora, i rossoblù a giocare in 10, o quando, all'ultimo istante, Sansovini colpisce la traversa. Quella solita traversa, ora diventata feticcio religioso, che, sotto la Curva Bulgarelli, ti aveva già salvato all'ultimo istante contro l'Avellino. 

Da lì in poi è delirio: in ogni settore, curva ospiti esclusa, dello stadio si festeggia. C'è chi piange, chi perde gli ultimi decibel urlando al cielo tutta la propria gioia, o liberando la propria ansia, e chi non aspetta altro che aprano quel benedetto cancello per dare inizio all'invasione di campo. Ed è proprio in quel campo che la vera festa promozione avrà inizio, più che sulla pedana di premiazione, più che sugli spalti, più che in Piazza Maggiore. È in quel rettangolo verde che puoi notare le reazioni più spontanee, con i tifosi impegnati a raccogliere una zolla da conservare come cimelio, appesi alla miracolosa traversa ed intenti a baciarla - e chi, forse, cerca anche di farla cedere nella speranza di portarla a casa con se. Anche la squadra non è da meno, con la corsa di Di Vaio - il quale, seppur non calcando più i campi da gioco, è ancora per tutti IL capitano - o le lacrime di Casarini rimaste impresse nella mente di chi, quel giorno, c'era. 

Compiendo un nuovo salto temporale, e tornando nel presente, domenica sarà nuovamente Bologna-Pescara e, anche se ora la situazione è completamente diversa, questo incontro, almeno per i ricordi che è capace di riportare in superficie, non sarà mai più lo stesso, non dopo il 9 giugno 2015.